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	<title>Deepfra's Weblog</title>
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		<title>Donne, leggete se ce la fate, e poi &#8220;lapidate&#8221; Massimo Fini.</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 21:35:21 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Donna" src="http://leamiche.donnamoderna.com/files/rsz/fit_s_516x369/files/violenza_donne.jpg" alt="" width="300" height="320" />Donne, ritrovate il coraggio, la dignità, prendete il vostro destino nelle mani. E fate questo:  Trovatevi sotto casa di Massimo Fini, fate un picchetto di 24 ore su 24 per una settimana, e ogni volta che lo incontrate, con garbo e senza uso di violenza, ficcategli nelle tasche della giacca, se ce la fate nella patta dei pantaloni, nella buchetta delle lettere fino a intasarla, spargetegli sul pianerottolo del suo appartamento, mettetegli sotto i tergi dell’auto, insomma ‘lapidate’ Massimo Fini con fotocopie di quanto segue: Massimo Fini ha scritto:  “La donna è baccante, orgiastica, dionisiaca, caotica, per lei nessuna regola, nessun principio può valere più di un istinto vitale. E quindi totalmente inaffidabile. Per questo, per secoli o millenni, l’uomo ha cercato di irreggimentarla, di circoscriverla, di limitarla, perché nessuna società regolata può basarsi sul caso femminile. Ma adesso che si sono finalmente “liberate” sono diventate davvero insopportabili.”  Da The crimewave that shames the world, di Robert Fisk, The Independent, Gran Bretagna, 7 settembre 2010:  “E’ una tragedia, un orrore, un crimine contro l’umanità. Si chiamano ‘omicidi d’onore’, sono una pratica islamica, cristiana  e hindu&#8230;  Lo scorso Febbraio Medine Mehmi, 16 anni, fu sepolta viva dal padre e dal nonno nel pollaio di casa, nella provincia di Adiyaman in Turchia, perché si accompagnava con gli amici maschi. Il suo corpo fu trovato 40 giorni più tardi, in posizione fetale e con le mani legate dietro la schiena – irreggimentata, circoscritta, limitata, vero Massimo? Aisha Ibrahim Duhulow, di 13 anni somala, trascinata nel 2008 di fronte a mille uomini mentre urlava “No! Non uccidetemi!”, e sepolta in un buco fino al collo. Viene lapidata da 50 uomini per adulterio. Dopo 10 minuti la tirano fuori, è ancora viva, la rimettono nel buco e la lapidano ancora.  Il suo crimine?  Era stata violentata da tre uomini, e li aveva denunciati – irreggimentata, circoscritta, limitata, vero Massimo?  Nell’agosto del 2008 cinque donne furono sepolte vive per crimini d’onore in Baluchistan, da membri di una tribù armata; tre di loro, Hameeda, Raheema e Fauzia, erano adolescenti. Dopo essere state picchiate e fucilate furono gettate ancora vive in un fosso, poi coperte di sassi e terra. Quando le due rimanenti donne protestarono, furono ugualmente massacrate. Il crimine commesso dalle tre ragazzine era stato di aver voluto scegliere il proprio marito.  Nel parlamento pakistano, il deputato Israrullah Zehri definì la strage come “una tradizione secolare che continuerò a difendere” – irreggimentate, circoscritte, limitate, vero Massimo?  Nel 2002, nel villaggio di Meerwala nel Punjab, una giuria tribale sentenziò che un ragazzino di 11 anni della tribù di Gujar, di nome Abdul Shakoor, aveva camminato illegalmente con una donna di 30 anni della tribù Mastoi, e questo aveva disonorato i Mastoi. Fu deciso che per riabilitare l’onore dei Gujar, la sorella di 18 anni del ragazzo, Mukhtaran Bibi, doveva essere stuprata dal ‘branco’. Al padre della giovane fu detto che se non la portava al supplizio tutte le donne della famiglia sarebbero state violentate. Lo fece, e la ragazza fu trascinata sotto una tenda e fu stuprata da 4 uomini, mentre un centinaio rideva e tifava dal di fuori.  Poi fu costretta a ritornare a casa nuda attraverso il villaggio – irreggimentata, circoscritta, limitata, vero Massimo?  La giovane donna trovata in uno fosso vicino a Daharki in Pakistan, uccisa ‘per onore’ dalla sua famiglia mentre partoriva il suo secondo bambino; le mozzarono il naso, le orecchie e la lingua, poi la ammazzarono ad accettate. Il suo primo pargolo fu trovato morto sul suo grembo, il neonato col torso ancora nella sua vagina, la testa appena fuori.  Fu scoperta decomposta, la polizia la seppellì – irreggimentata, circoscritta, limitata, vero Massimo?  Esiste una barbarie superiore a quelle che avete appena letto. E’ quella di chi scrive “La donna è baccante, orgiastica, dionisiaca, caotica, per lei nessuna regola, nessun principio può valere più di un istinto vitale. E quindi totalmente inaffidabile. Per questo, per secoli o millenni, l’uomo ha cercato di irreggimentarla, di circoscriverla, di limitarla, perché nessuna società regolata può basarsi sul caso femminile. Ma adesso che si sono finalmente “liberate” sono diventate davvero insopportabili.”  Donne, se non vi muovete per questo, se la barbarie per voce di uno di noi diventa non solo tollerata, ma addirittura fa &#8216;controversia intellettuale&#8217;, non oso immaginare cosa vi aspetterà, cosa ci aspetterà. Perché voi siete noi e noi siamo voi.</p>
<p>http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=191</p>
<p>Di Paolo Barnard</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/deepfra.wordpress.com/208/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/deepfra.wordpress.com/208/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/deepfra.wordpress.com/208/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/deepfra.wordpress.com/208/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/deepfra.wordpress.com/208/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/deepfra.wordpress.com/208/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/deepfra.wordpress.com/208/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/deepfra.wordpress.com/208/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/deepfra.wordpress.com/208/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/deepfra.wordpress.com/208/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/deepfra.wordpress.com/208/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/deepfra.wordpress.com/208/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/deepfra.wordpress.com/208/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/deepfra.wordpress.com/208/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=deepfra.wordpress.com&amp;blog=4668079&amp;post=208&amp;subd=deepfra&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Lettera a una donna che si sente brutta e indegna di essere amata</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Aug 2010 11:41:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>deepfra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[corpo]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://deepfra.files.wordpress.com/2010/08/bc96ed5f5d5b1cf72c832de231e43996_medium.png"><img class="alignleft size-full wp-image-199" title="bc96ed5f5d5b1cf72c832de231e43996_medium" src="http://deepfra.files.wordpress.com/2010/08/bc96ed5f5d5b1cf72c832de231e43996_medium.png?w=239&#038;h=308" alt="" width="239" height="308" /></a>Queste righe sono per te, cara amica che non ti piaci, che detesti il tuo corpo o alcune parti del tuo corpo e che, di conseguenza, non ti accetti nemmeno come persona, ti senti a disagio con te stessa, non ti piaci e non ti perdoni anche sul piano spirituale.<br />
Non ti piaci, inoltre, perché sei malata; perché sei troppo magra; perché sei sciupata; perché ti si leggono in viso tutte le delusioni provate e tutte le amarezze per le quali sei passata: ti si leggono così bene, come se tu le portassi scritte in fronte.<br />
Abitare un corpo che non riconosciamo come nostro, che detestiamo e che disprezziamo, porta necessariamente al rifiuto e al disprezzo di noi stessi in quanto esseri umani e crea una barriera invisibile, ma insormontabile, fra noi e tutto il resto del mondo.<br />
È una situazione difficile, angosciosa.</p>
<p>Gli altri non sanno e, se sapessero, non capirebbero; per loro, si tratta solo di sciocchezze di nessun conto. Ma loro non possono capire, perché stanno bene e, soprattutto, vivono bene con se stessi: o perché si piacciono, oppure perché si accettano. In ogni caso, non vivono come se fossero scissi in due metà: una che si piace o che vorrebbe, almeno, provare a piacersi; l’altra che si detesta ed è perennemente arrabbiata con se stessa.</p>
<p>Invece non sono sciocchezze, ciascuno vorrebbe essere soddisfatto di se stesso, del proprio aspetto, del proprio corpo; a ciascuno piacerebbe sentirsi a casa nella propria dimensione fisica, proprio per potersi sentire bene in mezzo agli altri. E, per una donna, ciò è doppiamente importante: un uomo può compensare la bruttezza con le doti dell’intelligenza, della sensibilità, per non parlare dei beni di fortuna; ma gli esami, per una donna sono assai più severi. Specialmente se ha passato i quaranta già da un pezzo.</p>
<p>Ma è proprio vero che sei brutta, cara amica? Oppure sei tu che ti vedi brutta?<br />
In un certo senso, quasi tutte le donne si vedono brutte, o non abbastanza belle, perché sono solite confrontarsi con dei modelli ideali irraggiungibili; se poi sono sole e non amate, allora si vedono bruttissime.<br />
Eppure, basta che l’ala di un sentimento nuovo le sfiori, e subito il loro viso diventa più espressivo, la luce dello sguardo si accende come per magia, i gesti si fanno più dolci. Quando una donna ama e si sente amata, s’illumina qualcosa di speciale in lei; diventa bella.</p>
<p>Diciamo meglio: diventa interessante, da insignificante che era prima; diventa gradevole da vedere, da frequentare, mentre prima era sgradevole, perché amara.<br />
D’altra parte, perché quell’ala benefica possa sfiorarla, è necessario ch’ella impari prima a volersi un po’ di bene.<br />
Infatti, chi mai potrebbe sentirsi attratto da un essere umano il quale, lui per primo, si ritenga indegno di amore da parte di se stesso?<br />
Quindi, la vera domanda che dovresti farti, cara amica, è proprio questa: che cosa hai fatto per volerti così poco bene, per fare tanta fatica ad accettarti?<br />
Si direbbe che tu stia nel tuo corpo come un condannato a morte nella sua cella, il giorno prima dell’esecuzione. Non solo non sei a tuo agio; sei proprio in guerra con il tuo aspetto, convinta più che mai che gli altri non POSSONO trovarti carina o interessante.</p>
<p>Certo, ve ne sono di quelli, uomini specialmente, che badano solo ai canoni estetici delle Veline oggi imperversanti: se non una donna non è alta e snella, se non possiede un seno prorompente e delle labbra altrettanto vistose (non importa se autentici o meno), allora storcono il naso e fanno gli schizzinosi.<br />
Ma tu, per favore, rifletti: è a quel genere di uomini che vorresti piacere? È da loro che vorresti essere considerata interessante e giudicata carina? Perché se è così, guarda che nemmeno se tu fossi Miss Universo saresti esente da critiche; e tu stessa non ti troveresti mai perfetta: mai abbastanza magra, mai abbastanza esplosiva, mai abbastanza languida.<br />
Guarda che uomini così non valgono niente: la loro ammirazione non significa nulla. Sempre ne vedranno passare una più giovane, più sensuale, più prorompente; sempre dovresti sopportare gli esami, ad ogni istante; e, prima o poi, ti troverebbero impari al confronto con qualcun’altra. E volgerebbero altrove le loro attenzioni.<br />
Perciò, sgombrato il terreno da questi individui microcefali e banali, restano le persone di sostanza: quelle che non giudicano secondo le apparenze, che sanno vedere un po’ oltre la punta del proprio naso. E ce ne sono.</p>
<p>È vero: viviamo in una società superficiale e consumista, che tende ad usare le persone per poi gettarle vie, non appena non servono più. Ma non tutti sono così; in fondo, anche se godono del sostegno dell’apparato mediatico e riescono a fare un gran baccano, questo tipo di individui sono, probabilmente, una minoranza.<br />
Il punto è un altro: e cioè che bisogna decidere in virtù di quali caratteristiche si vorrebbe piacere a se stessi e, al tempo stesso, agli altri. Non si può piacere a se stessi, indipendentemente dall’idea che si ha di ciò che è bello e amabile; e non si può piacere a tutti, a meno di rinunciare completamente alla propria personalità.<br />
Una persona autentica e di carattere non piace mai a tutti; piace ad alcuni: ma costoro farebbero qualunque cosa per essere apprezzati da lei.</p>
<p>È preferibile essere desiderati e ricercati da molti individui, ma di scarso o nullo valore; o da pochi, però sapendo che si tratta di persone profonde, sulle quali si può sempre contare nelle diverse circostanze della vita?</p>
<p>Vi sono numerose donne, nel mondo dello spettacolo, che adoperano il proprio corpo con la disinvoltura delle prostitute da strada; ma poi si lamentano che nessun uomo riesca ad apprezzare le loro doti interiori, la loro intelligenza e così via. Se lo pensano davvero, devono essere molto stupide o molto ipocrite.</p>
<p>Perciò, cara amica, tieni presente questo fatto: qualità e quantità non vanno mai d’accordo. È relativamente facile attirare l’attenzione dei molti e accendere in essi un desiderio prepotente, ma superficiale e incostante; ma è un’arte riservata a pochi, quella di rendersi interessanti agli occhi dei migliori.<br />
La persona di valore non s’inorgoglisce perché sono in molti a ricercarla e ammirarla; sa che questo accade quando ci si svende e si rinuncia alla propria dignità, alla propria fierezza. La persona di valore non teme la solitudine, perché sa che solo chi è capace di vivere solo, prima o poi troverà qualcuno che condivida gli stessi valori e una analoga sensibilità.</p>
<p>In fondo, tutto dipende da quanto ci vogliamo bene e da quanto rispetto abbiamo per noi stessi: non a parole, ma con i fatti.<br />
Avere rispetto per se stessi vuol dire custodire gelosamente ciò in cui si crede e non esser disposti a svenderlo in cambio dell’approvazione altrui.<br />
Molte donne si sono troppo abituate a vedere se stesse in funzione dello sguardo altrui. Credono di esercitare un potere, solo perché leggono il desiderio negli occhi degli uomini; ma in realtà sono schiave della peggiore di tutte le tirannie: l’obbligo di dover piacere sempre a tutti ed a qualsiasi costo.<br />
Cara amica, ricordati che il corpo è solo il rivestimento temporaneo della nostra essenza spirituale, destinato comunque a invecchiare, ammalarsi e spegnersi.<br />
Puntare solo e unicamente sulla bellezza del corpo, anzi, sul quel particolare genere di lusinga del corpo che è la seduttività, significa invischiarsi in una strategia suicida, in una battaglia perduta in partenza.</p>
<p>Vorresti forse ridurti come quelle vecchie glorie del cinema o dello spettacolo le quali non accettano la sentenza del tempo e si rendono patetiche, accumulando innumerevoli interventi di chirurgia estetica per cancellare le rughe e puntellare la carne cadente?<br />
Se non puoi accettare adesso la tua statura, il colore dei tuoi occhi, le forme del tuo corpo, che cosa succederà quando dovrai accettare, volente o nolente, il moltiplicarsi delle smagliature, il calo della vista, i denti che si guastano, il passo che si fa incerto?</p>
<p>Ma se tu avrai imparato a piacerti per quella che sei, la vecchiaia non ti farà paura: la vivrai come una stagione naturale della vita, che tocca il tuo corpo ma non diminuisce per nulla le tue qualità interiori e la tua stessa gioia di vivere.<br />
Rassicurati: se avrai imparato a rispettarti, a stimarti, ad accettarti, troverai sempre qualcuno che ti vede bella; ma se avrai puntato tutte le tue carte sulla bellezza vistosa e provocante della giovinezza, attirerai solo le persone superficiali e verrà inesorabile il momento in cui dovrai affrontare la sconfitta umiliante dell’età che avanza e che non fa sconti a nessuno.<br />
Una certa luce interiore traspare sempre da un’anima bella; ma da un’anima vuota non emana alcuna luce ed il corpo che la riveste sarà sempre opaco, per quanto possa fare ricorso alla palestra per tonificarsi, all’abbronzatura per aumentare la sua sensualità o ai gioielli e ai vestiti di lusso per impreziosirsi.<br />
Tu, però, vali più degli abiti che indossi, vali più di tutti gli artifici con i quali molte donne si sforzano di fare colpo sugli altri.<br />
Quello che in te ha valore, non ha prezzo economico e non si può prendere o togliere come si fa con un abito dall’armadio.</p>
<p>E tuttavia, ti vedi brutta; e sia.</p>
<p>Ma che cos’è la bellezza? È una luce che irradia dal di dentro, non un ritrovato che si acquisisce dal di fuori.</p>
<p>Se in te c’è una luce, un riflesso di questa si poserà sui tuoi capelli, sui tuoi occhi, sul tuo viso e li vestirà di bellezza. Una bellezza discreta, da intenditori e non da palati grossi: allora troverai l’intenditore che la sappia vedere ed apprezzare.<br />
Davvero preferiresti fare colpo sulle persone dal palato grosso? Se lo pensi realmente, vuol dire che non ti stimi abbastanza, che sei disposta a svenderti. E ciò perché non hai imparato a volerti abbastanza bene.</p>
<p>Chi si vuole bene, con semplicità e senza narcisismo, è consapevole di avere dei difetti, tanto fisici che spirituali; ma ciò non lo abbassa nella stima di se stesso, non lo rende incline a darsi via al primo offerente di passaggio.</p>
<p>Chi si vuole bene, sa stare da solo e sa avere pazienza.</p>
<p>Sa che non esistono scorciatoie, nella vita; o meglio, sa che tutte le scorciatoie nascondono una trappola in cui si finisce per cadere, per quanto furbi si creda di essere.<br />
Sa che per raggiungere qualcosa che vale, bisogna fare molta strada e sbucciarsi un po’ le piante dei piedi; nulla si raggiunge, standosene comodamente sdraiati sui cuscini.<br />
Sa, infine, che c’è un tempo per ogni cosa.</p>
<p>Perché vuoi buttarti via?</p>
<p>Tu sei preziosa ed unica, come lo è ogni singolo essere umano; non sei merce all’ingrosso. Nessuno di noi lo è, anche se troppo spesso lo dimentichiamo.</p>
<p>Ti vedi ancora brutta?</p>
<p>Prova a sorridere alla vita.<br />
Non c’è donna che, sorridendo, non diventi un po’ bella.<br />
È come se un raggio di sole si posasse su di lei, avvolgendola nella sua carezza.<br />
Guarda che il sole è lì per illuminare tutti; anche i cigni che si credono dei brutti anatroccoli.</p>
<p>E adesso, buona fortuna.</p>
<p>Di Francesco Lamendola</p>
<p>www.ariannaeditrice.it</p>
<p>L&#8217;articolo mi è stato inviato da una persona a me molto cara che mi ha fatto capire quanto in realtà io possa essere speciale&#8230; Grazie.</p>
<p>Vi segnalo anche il sito da cui è tratto, un sito che ognuno dovrebbe bazzicare <img src='http://s1.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' />  <a href="http://www.mentereale.com/">http://www.mentereale.com/</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/deepfra.wordpress.com/196/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/deepfra.wordpress.com/196/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/deepfra.wordpress.com/196/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/deepfra.wordpress.com/196/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/deepfra.wordpress.com/196/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/deepfra.wordpress.com/196/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/deepfra.wordpress.com/196/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/deepfra.wordpress.com/196/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/deepfra.wordpress.com/196/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/deepfra.wordpress.com/196/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/deepfra.wordpress.com/196/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/deepfra.wordpress.com/196/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/deepfra.wordpress.com/196/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/deepfra.wordpress.com/196/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=deepfra.wordpress.com&amp;blog=4668079&amp;post=196&amp;subd=deepfra&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>8 1/2 &#8211; Scheda film</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jul 2009 17:13:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>deepfra</dc:creator>
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		<description><![CDATA[8 ½**** Titolo originale: 8 ½ Produzione: Italia Anno:1963 Durata: 138&#8242; Regia: Federico Fellini Attori: Marcello Mastroianni, Sandra Milo, Anouk Aimée, Claudia Cardinale, Rossella Falk, Barbara Steele, Guido Alberti, Mario Pisu, Caterina Boratto, Edra Gale, Ian Dallas&#8230; Trama e critica: Guido (Mastroianni), un regista in crisi d&#8217;ispirazione diviso fra la moglie borghese (Aimée) e l&#8217;amante [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=deepfra.wordpress.com&amp;blog=4668079&amp;post=182&amp;subd=deepfra&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>8 ½****<br />
Titolo originale: 8 ½<br />
Produzione: Italia<br />
Anno:1963<br />
Durata: 138&#8242;<br />
Regia: Federico Fellini<br />
Attori: Marcello Mastroianni, Sandra Milo, Anouk Aimée, Claudia Cardinale, Rossella Falk, Barbara Steele, Guido Alberti, Mario Pisu, Caterina Boratto, Edra Gale, Ian Dallas&#8230;</em><br />
<img src="http://deepfra.files.wordpress.com/2009/07/otto-e-mezzo-fellini.jpg?w=211&#038;h=300" alt="otto e mezzo fellini" title="otto e mezzo fellini" width="211" height="300" class="alignright size-medium wp-image-184" /><br />
Trama e critica: <strong><em>Guido (Mastroianni), un regista in crisi d&#8217;ispirazione diviso fra la moglie borghese (Aimée) e l&#8217;amante sensuale e positiva (Milo), riassume la propria esistenza nella cornice irreale di una stazione termale: la casa romagnola dell&#8217;infanzia, l&#8217;innocente scoperta della femminilità (il celebre episodio di Saraghina, interpretata da Edra Gale, la popputa vagabonda che balla sulla spiaggia), la repressione nel collegio cattolico; e ancora incubi (quello iniziale nel tunnel), sogni di megalomania (l&#8217;harem), di purezza (la misteriosa Cardinale, che per la prima volta non viene doppiata), di fuga (l&#8217;astronave). Finale sul set del film da fare con musica da circo e la passerella dei personaggi. Autobiografia immaginaria, visivamente straordinaria, che, con apparente svagatezza, va a fondo in temi ultimi come l&#8217;Arte, la Memoria e la Morte. Il cardinale decrepito interrogato dal protagonista risponde: “Chi ha detto che si viene al mondo per essere felici?”.<br />
	Sceneggiato da Fellini con Ennio Flaiano, Tullio Pinelli e Brunello Rondi. Una delle migliori colonne sonore di Nino Rota; la marcetta del film è diventata “la bandiera della clownerie felliniana, ma anche la sigla musicale con cui il nome di Rota risuona nella memoria collettiva di tutto il mondo”. Un capolavoro che si fa vedere e rivedere senza stancare mai, vincitore di due Oscar: migliori costumi (Piero Gherardi) e miglior film straniero. La fotografa Elisabetta Catalano interpreta la parte della sorella di Luisa. Il titolo si riferisce al numero delle regie firmate da Fellini (che aveva esordito firmando “a metà” con Lattuada Luci del varietà.) La storia di un possibile finale alternativo, girato all&#8217;interno di un vagone-ristorante di un treno, è stata ricostruita da Mario Sesti nel film L&#8217;ultima sequenza del 2003<br />
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://deepfra.wordpress.com/2009/07/29/8-12-scheda-film/"><img src="http://img.youtube.com/vi/OtDQOF_pU8A/2.jpg" alt="" /></a></span><br />
Altri film da questo regista: Luci del varietà (1950), Lo sceicco bianco (1952), Amore in città (1953), I Vitelloni (1953), La strada (1954), Il bidone (1955), Le notti di Cabiria (1957), La dolce vita (1960), Boccaccio &#8217;70 (1962), Giulietta degli spiriti (1965), Tre passi nel delirio (1967), Fellini Satyricon (1969), I clowns (1970), Roma (1972), Amarcord (1974), Il Casanova di Federico Fellini (1976), La città delle donne (1979), Prova d&#8217;Orchestra (1979), E la neve va (1983), Ginger e Fred (1986), Intervista (1987), La voce della luna (1990).</em><strong></strong></strong></p>
<p>Torrent: <a href="http://thepiratebay.org/torrent/4116020/Eight_and_a_half_-_8_1_2">http://thepiratebay.org/torrent/4116020/Eight_and_a_half_-_8_1_2</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/deepfra.wordpress.com/182/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/deepfra.wordpress.com/182/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/deepfra.wordpress.com/182/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/deepfra.wordpress.com/182/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/deepfra.wordpress.com/182/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/deepfra.wordpress.com/182/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/deepfra.wordpress.com/182/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/deepfra.wordpress.com/182/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/deepfra.wordpress.com/182/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/deepfra.wordpress.com/182/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/deepfra.wordpress.com/182/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/deepfra.wordpress.com/182/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/deepfra.wordpress.com/182/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/deepfra.wordpress.com/182/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=deepfra.wordpress.com&amp;blog=4668079&amp;post=182&amp;subd=deepfra&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;ultima notte di Ella &#8211; Racconto horror</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Jul 2009 18:19:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>deepfra</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quella sera Ella, così si chiamava la ragazza, in un modo o nell&#8217;altro aveva trovato ciò che cercava. Era a letto, con un sorriso rilassato sulle labbra, dopo una bella notte trascorsa con un uomo più grande di lei. Lo aveva conosciuto all&#8217;Holiday, un discobar della sua città. Ella non aveva mai dato troppa confidenza [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=deepfra.wordpress.com&amp;blog=4668079&amp;post=171&amp;subd=deepfra&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quella sera Ella, così si chiamava la ragazza, in un modo o nell&#8217;altro aveva trovato ciò che cercava. Era a letto, con un sorriso rilassato sulle labbra, dopo una bella notte trascorsa con un uomo più grande di lei. Lo aveva conosciuto all&#8217;Holiday, un discobar della sua città. Ella non aveva mai dato troppa confidenza agli uomini, specialmente in quel periodo. In città negli ultimi mesi i giornali parlavano di numerosi omicidi aventi per vittime persone tra i 20 e i 40 anni uccise probabilmente dalla stessa persona. Ella aveva un po&#8217; paura di entrare nei locali e di dare confidenza alla gente. Era giovane, non aveva mai pensato alla morte. Voleva vivere. La morte era una cosa che potedva toccare solo agli altri, mai sarebbe accaduto qualcosa a lei; si sentiva quasi immortale, così come si sentono la maggior parte delle persone che non hanno vissuto ancora abbastanza per invecchiare.<br />
Ma quell&#8217;uomo l&#8217;aveva convinta, era stato molto gentile con lei; non le avrebbe mai e poi mai fatto qualcosa di male! E di sicuronon poteva essere un maniaco. Erano andati in un motel poco lontano dall&#8217;Holiday, erano stati insieme e a lei era piaciuto. Non era stato solo sesso, credeva di aver sentito quella sensazione di complicità che non è facile ottenere con uno sconosciuto. Ella era stata coccolata da lui, accarezzata, baciata. Era davvero un uomo gentile. Si era infine addormentata tra le sue braccia, come un neonato cullato dalla propria madre. Si era svegliata di soprassalto, con quel sorriso che avrebbe voluto non perdere mai. Avrebbe voluto ricominciare la nottata tutta da capo, con quell&#8217;uomo che, dopotutto, non conosceva e di cui non ricordava nemmeno il nome. Si voltò verso la parte del letto in cui dormiva lui per baciarlo, per sentire il suo calore, ma al posto suo c&#8217;erano solo le lenzuola sfatte. La porta del bagno era socchiusa e la luce accesa rischiarava una parte della stanza da letto. Ella sentiva ancora il bisogno del suo corpo virile e maschio, voleva di nuovo sentire la sua pelle. Così si alzò e si incamminò verso il bagno, rischiando di inciampare sui propri vestiti che giacevano sparsi sul pavimento, quando poche ore prima l&#8217;impulso sessuale era irresistibilmente alto. Sporse soltanto la testa sulla porta del bagno, con quell&#8217;aria soddisfatta e sognante. Ma il suo volto si corrucciò in meno di un secondo in una maschera di orrore. Nel bagno c&#8217;erano schizzi rossi di sangue dappertutto. Colavano dalle pareti fino quasi a toccare il pavimento formando come delle lunghe e raccapriccianti stallattiti. Per terra, in una scura pozza di sangue, c&#8217;era il corpo nudo dell&#8217;uomo, con il cranio sfondato e lacerazioni da arma da taglio su tutto il corpo. In particolare sul petto c&#8217;era uno squarcio molto lungo e profondo. Non capì il perchè, ma ad Ella venne da paragonare il petto dell&#8217;uomo, il quale sembrava non distinguersi dal rosso profondo di cui era colorato il pavimento, con le divise mimetiche dei marines che si confondono nella selva. Cacciò via subito quell&#8217;inutile pensiero e si sforzò di controllarsi e non urlare. Se l&#8217;assassino fosse stato ancora nei pressi, sarebbe stato estremamente pericoloso farsi sentire. Per un&#8217;infinitesima frazione di secondo Ella si stupì di sè stessa per essere riuscita a ragionare senza entrare nel panico, dopo uno spettacolo così atroce. Ma il suo corpo non aveva reagito altrettanto bene. Era diventata bianca come un cadavere per la paura, nè di avere le lacrime agli occhi e nemmeno di essersi orinata addosso. Adesso aveva un solo pensiero: scapppare! Voleva essere lontana anni luce da quel posto, da quel sangue, ma soprattutto dall&#8217;assassino che poteva essere ancora lì vicino. Prese il suo soprabito e fece per uscire, così com&#8217;era, nuda, senza nemmeno pensare alla borsa, ai suoi documenti. Si infilò il soprabito e senza pensarci troppo mise una mano in tasca. Qualcosa in quella tasca le ferì il dito. Tolse quell&#8217;oggetto e lo mise davanti alla luce per osservarlo meglio. Era un grosso coltellaccio sporco di sangue, il sangue di quell&#8217;uomo, pensò. Si chiese cosa diavolo ci facesse nella sua tasca, perchè l&#8217;assassino l&#8217;avesse messo lì; forse per far cadere la colpa su di lei. Ma invece di sorvolare e scappare finalmente via di lì, si soffermò a guardarlo. Quel coltellaccio le ricordava qualcosa di familiare. Quel qualcosa la portò a pensare a suo padre. Nella mente di Ella si aprì per un lungo istante la porta dei ricordi. Pensò a papà, a quando era una piccola e dolce bambina e trascorreva i pomeriggi nel parco di casa sua con lui. Le piaceva stare con suo padre, le prestava sempre attenzione. Spesso lui giocava con lei. Era un uomo gentile, m&lt;stro<strong>ng&gt;</strong>olto gentile. Suo padre era il suo eroe, il suo uomo, mai lui avrebbe potuto farle del male. Ricordò le sue carezze, le sue intime carezze. Ella faceva tutto quello che papà le diceva di fare, lei voleva essere gentile con lui. Un giorno, però, Ella aveva provato dolore; il nuovo gioco di papà le faceva male, perchè suo padre era troppo grande per lei. Non voleva più giocare con papà, ma lui si arrabbiava se lei si rifiutava, specialmente se lei ne parlava con la mamma. Si arrabbiava molto. Per anni fu costretta a giocare a quei giochi che in fondo piacevano solo a papà e che a lei facevano solo male. Fino a quando un giorno fu attirata dallo scintillio di una lama. Era un grosso coltello, che le ricordava quelli dei marines. Anche suo papà era del corpo dei marines. Il pugnale era bello, era grande. Un giorno si mise in testa di giocare col padre e far capire a lui cosa provava lei quando qualcosa di grande la penetrava. Allora Ella fece conoscere il coltello dei marines al cuore di papà. Era stato un uomo gentile, troppo gentile, suo padre; e troppa gente in quella città aveva fatto lo stesso con lei.<br />
In quel motel, quella sera, Ella ricordò ancora una volta. Ricordò il frantumarsi di quel bel vaso cinese, trovato nella stanza, sulla testa dell&#8217;uomo che giaceva nel bagno. L&#8217;istinto animale induce i predatori a portare le prede nella propria tana. Anche nell&#8217;uomo quest&#8217;istinto primordiale induce ad identificare il locale più intimo di un&#8217;abitazione con la propria tana. E come una mantide, che finito l&#8217;accoppiamento uccide il maschio, Ella si rivestì, si pettinò e tornò sulle strade di quella città.</p>
<p><em><strong>By King Hansi</strong></em></p>
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	</item>
		<item>
		<title>Finalmente la piccola Maggie parlerà!</title>
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		<pubDate>Wed, 13 May 2009 09:18:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>deepfra</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sarà Jodie Foster a dare voce a Maggie Simpson nella prossima serie del famoso cartone animato ideato da Matt Groening. La notizia è stata data in anteprima assoluta da Entertainment Weekly e sta facendo rapidamente il giro del mondo: Maggie Simpson nella 20esima serie parlerà. Jodie Foster darà voce alla più piccola della famiglia, Maggie, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=deepfra.wordpress.com&amp;blog=4668079&amp;post=168&amp;subd=deepfra&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sarà Jodie Foster a dare voce a Maggie Simpson nella prossima serie del famoso cartone animato ideato da Matt Groening. La notizia è stata data in anteprima assoluta da Entertainment Weekly e sta facendo rapidamente il giro del mondo: Maggie Simpson nella 20esima serie parlerà.  Jodie Foster darà voce alla più piccola della famiglia, Maggie, che per una puntata diventerà adulta. Era già successo in passato, ed a doppiarla era stata Elizabeth Taylor. Anne Hathaway, presterà invece la voce alla ragazza di cui Bart si innamorerà, diventando buono ed educato per conquistarla.  Maggie Simpson parlerà infatti solo per una puntata e non è previsto, almeno per ora, che parli ancora.  A questo punto è aperta la caccia alla doppiatrice italiana in grado di reggere il paragone con Jodie Foster, che si adatta proprio bene nel prestare la voce alla piccola di casa Simpson. </strong></p>
<p><strong>Nel video sotto, uno spezzone della puntata in cui Maggie parla </strong></p>
<p><a href="http://it.video.yahoo.com/watch/5052626/13425741"><br />
Clicca qui</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/deepfra.wordpress.com/168/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/deepfra.wordpress.com/168/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/deepfra.wordpress.com/168/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/deepfra.wordpress.com/168/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/deepfra.wordpress.com/168/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/deepfra.wordpress.com/168/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/deepfra.wordpress.com/168/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/deepfra.wordpress.com/168/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/deepfra.wordpress.com/168/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/deepfra.wordpress.com/168/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/deepfra.wordpress.com/168/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/deepfra.wordpress.com/168/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/deepfra.wordpress.com/168/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/deepfra.wordpress.com/168/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=deepfra.wordpress.com&amp;blog=4668079&amp;post=168&amp;subd=deepfra&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Pensava fosse amore&#8230; invece era un ictus!</title>
		<link>http://deepfra.wordpress.com/2009/05/05/pensava-fosse-amore-invece-era-un-ictus/</link>
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		<pubDate>Tue, 05 May 2009 14:23:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>deepfra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[ictus]]></category>
		<category><![CDATA[orgasmo]]></category>
		<category><![CDATA[sesso]]></category>
		<category><![CDATA[sessualità]]></category>

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		<description><![CDATA[La storia che sto per raccontarvi poteva avere un epilogo molti diverso ma, il tempismo dei soccorritori, e forse anche un pizzico di fortuna, hanno permesso ad una 35enne americana di poter parlare della sua insolita disavventura. Mentre faceva sesso con il proprio compagno ha provato delle sensazioni nuove, per alcuni versi paradisiache. Delle sensazioni [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=deepfra.wordpress.com&amp;blog=4668079&amp;post=165&amp;subd=deepfra&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La storia che sto per raccontarvi poteva avere un epilogo molti diverso ma, il tempismo dei soccorritori, e forse<img class="alignright size-medium wp-image-166" title="sessofotoqp7" src="http://deepfra.files.wordpress.com/2009/05/sessofotoqp7.jpg?w=300&#038;h=208" alt="sessofotoqp7" width="300" height="208" /> anche un pizzico di fortuna, hanno permesso ad una 35enne americana di poter parlare della sua insolita disavventura. Mentre faceva sesso con il proprio compagno ha provato delle sensazioni nuove, per alcuni versi paradisiache. Delle sensazioni che, persino lei, pensava potessero essere un orgasmo più intenso del solito.</p>
<div style="text-align:justify;"><strong>I medici le hanno salvato la vita</strong> &#8211; Quel che sentiva non era però ciò che sembrava. La donna aveva appena avuto un ictus. Dapprima aveva sentito il braccio pesante, poi aveva avuto problemi persino nel tentare di parlare. La causa? Secondo i medici del Loyola <strong><a href="http://www.uchospitals.edu/">University Medical Center</a></strong> di Chicago, che le hanno miracolosamente salvato la vita, l&#8217;ictus sarebbe stato probabilmente causato da un insieme di fattori: l&#8217;uso della pillola anticoncezionale, un trombo, un difetto cardiaco e, non ultimo, il rapporto sessuale.</div>
<div style="text-align:justify;"><strong>Un ictus da sesso</strong> &#8211; Per gli esperti statunitensi si è trattato di un rarissimo caso di &#8220;ictus da sesso&#8221;. Il piccolo trombo, favorito come anticipato dall&#8217;assunzione della pillola, si è formato in una vena della coscia e si è poi spostato raggiungendo l&#8217;atrio destro del cuore. Qui, anziché essere pompato fuori, il coagulo è riuscito ad attraversare una piccolissima lacerazione creatasi fra i due atri e, spinto dal battito cardiaco accelerato per via del rapporto sessuale, ha raggiunto il cervello impedendo al sangue di ossigenare un&#8217;area del cervello addetta al controllo dei movimenti del lato sinistro del corpo.</div>
<p><strong>Un caso rarissimo</strong> &#8211; Il compagno, che probabilmente dopo il rapporto si è addormentato, girandosi dal lato opposto, è stata soccorsa soltanto sei ore dopo. I medici sono tuttavia riusciti a salvarle la vita iniettandole uno specifico farmaco direttamente nell&#8217;area interessata dal trombo, accelerandone così l&#8217;eliminazione. La donna è stata poi sottoposta ad un secondo intervento chirurgico grazie al quale i medici hanno corretto il difetto cardiaco. Sull&#8217;argomento le conoscenze mediche sono rare e frammentarie. Su uno studio pubblicato nel 2004 sugli Archives of Neurology si citano soltanto 4 casi simili: uno ha interessato un uomo di 38 anni mentre gli altri 3 riguardavano tre ragazze di 20 anni.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/deepfra.wordpress.com/165/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/deepfra.wordpress.com/165/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/deepfra.wordpress.com/165/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/deepfra.wordpress.com/165/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/deepfra.wordpress.com/165/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/deepfra.wordpress.com/165/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/deepfra.wordpress.com/165/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/deepfra.wordpress.com/165/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/deepfra.wordpress.com/165/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/deepfra.wordpress.com/165/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/deepfra.wordpress.com/165/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/deepfra.wordpress.com/165/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/deepfra.wordpress.com/165/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/deepfra.wordpress.com/165/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=deepfra.wordpress.com&amp;blog=4668079&amp;post=165&amp;subd=deepfra&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Disinformazione: Zeitgeist</title>
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		<pubDate>Tue, 05 May 2009 14:13:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>deepfra</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Zeitgeist: Addendum è un web film non profit del 2008, diretto, prodotto e distribuito da Peter Joseph ed è il secondo capitolo di Zeitgeist, the Movie; è uscito in lingua inglese sottotitolato in diverse lingue, tra cui l’italiano. Il film discute riguardo il sistema della Federal Reserve negli Stati Uniti, della CIA, delle corporation americane [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=deepfra.wordpress.com&amp;blog=4668079&amp;post=161&amp;subd=deepfra&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-162" title="zeitgeist_movie_a_scholarly_response_douglas_hamp" src="http://deepfra.files.wordpress.com/2009/05/zeitgeist_movie_a_scholarly_response_douglas_hamp.jpg?w=231&#038;h=300" alt="zeitgeist_movie_a_scholarly_response_douglas_hamp" width="231" height="300" /><span style="display:inline;">Zeitgeist: Adde</span><span style="display:inline;">ndum</span><span style="display:inline;"> è un web film non profit del 2008, diretto, prodotto e distribuito da Peter Joseph ed è il secondo capitolo di Zeitgeist, the Movie; è uscito in lingua inglese sottotitolato in diverse lingue, tra cui l’italiano. Il film discute riguardo il sistema della Federal Reserve negli Stati Uniti, della CIA, delle corporation americane e altro, concludendo con la presentazione del Progetto Venus, creato dall’ingegnere sociale Jacque Fresco. In accordo con Peter Joseph, il film ha come scopo di localizzare le radici della dilagante corruzione sociale, offrendo allo stesso tempo una soluzione. In conclusione Addendum sottolinea il bisogno di eliminare ogni barriera che divide gli uomini e individua i passi concreti da fare per indebolire il sistema monetario. Il film suggerisce azioni di “trasformazione sociale”, come boi</span><span style="display:inline;">cottare le grandi banche, i media, il sistema militare e le multinazionali dell’energia.</span><br />
ECCO  IL FILM:<a href="http://video.google.com/googleplayer.swf?docid=968243479249159958&amp;hl=it&amp;fs=true"> http://video.google.com/googleplayer.swf?docid=968243479249159958&amp;hl=it&amp;fs=true</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/deepfra.wordpress.com/161/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/deepfra.wordpress.com/161/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/deepfra.wordpress.com/161/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/deepfra.wordpress.com/161/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/deepfra.wordpress.com/161/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/deepfra.wordpress.com/161/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/deepfra.wordpress.com/161/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/deepfra.wordpress.com/161/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/deepfra.wordpress.com/161/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/deepfra.wordpress.com/161/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/deepfra.wordpress.com/161/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/deepfra.wordpress.com/161/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/deepfra.wordpress.com/161/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/deepfra.wordpress.com/161/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=deepfra.wordpress.com&amp;blog=4668079&amp;post=161&amp;subd=deepfra&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Perchè non darò nemmeno un centesimo in favore dei terremotati</title>
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		<pubDate>Tue, 05 May 2009 14:08:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>deepfra</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Scusate, ma io non darò neanche un centesimo di euro a favore di chi raccoglie fondi per le popolazioni terremotate in Abruzzo. So che la mia suona come una bestemmia. E che di solito si sbandiera il contrario, senza il pudore che la carità richiede. Ma io ho deciso. Non telefonerò a nessun numero che [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=deepfra.wordpress.com&amp;blog=4668079&amp;post=159&amp;subd=deepfra&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Scusate, ma io non darò neanche un centesimo di euro a favore di chi raccoglie fondi per le popolazioni terremotate in Abruzzo. So che la mia suona come una bestemmia. E che di solito si sbandiera il contrario, senza il pudore che la carità richiede. Ma io ho deciso. Non telefonerò a nessun numero che mi sottrarrà due euro dal mio conto telefonico, non manderò nessun sms al costo di un euro. Non partiranno bonifici, né versamenti alle poste. Non ho posti letto da offrire, case al mare da destinare a famigliole bisognose, né vecchi vestiti, peraltro ormai passati di moda.  Ho resistito agli appelli dei vip, ai minuti di silenzio dei calciatori, alle testimonianze dei politici, al pianto in diretta del premier. Non mi hanno impressionato i palinsesti travolti, le dirette no – stop, le scritte in sovrimpressione durante gli show della sera. Non do un euro. E credo che questo sia il più grande gesto di civiltà, che in questo momento, da italiano, io possa fare.  Non do un euro perché è la beneficienza che rovina questo Paese, lo stereotipo dell’italiano generoso, del popolo pasticcione che ne combina di cotte e di crude, e poi però sa farsi perdonare tutto con questi slanci nei momenti delle tragedie. Ecco, io sono stanco di questa Italia. Non voglio che si perdoni più nulla. La generosità, purtroppo, la beneficienza, fa da pretesto. Siamo ancora lì, fermi sull’orlo del pozzo di Alfredino, a vedere come va a finire, stringendoci l’uno con l’altro. Soffriamo (e offriamo) una compassione autentica. Ma non ci siamo mossi di un centimetro.  Eppure penso che le tragedie, tutte, possono essere prevenute. I pozzi coperti. Le responsabilità accertate. I danni riparati in poco tempo. Non do una lira, perché pago già le tasse. E sono tante. E in queste tasse ci sono già dentro i soldi per la ricostruzione, per gli aiuti, per la protezione civile. Che vengono sempre spesi per fare altro. E quindi ogni volta la Protezione Civile chiede soldi agli italiani. E io dico no. Si rivolgano invece ai tanti eccellenti evasori che attraversano l’economia del nostro Paese. E nelle mie tasse c’è previsto anche il pagamento di tribunali che dovrebbero accertare chi specula sulla sicurezza degli edifici, e dovrebbero farlo prima che succedano le catastrofi. Con le mie tasse pago anche una classe politica, tutta, ad ogni livello, che non riesce a fare nulla, ma proprio nulla, che non sia passerella.  C’è andato pure il presidente della Regione Siciliana, Lombardo, a visitare i posti terremotati. In un viaggio pagato – come tutti gli altri – da noi contribuenti. Ma a fare cosa? Ce n’era proprio bisogno? Avrei potuto anche uscirlo, un euro, forse due. Poi Berlusconi ha parlato di “new town” e io ho pensato a Milano 2 , al lago dei cigni, e al neologismo: “new town”. Dove l’ha preso? Dove l’ha letto? Da quanto tempo l’aveva in mente?  Il tempo del dolore non può essere scandito dal silenzio, ma tutto deve essere masticato, riprodotto, ad uso e consumo degli spettatori. Ecco come nasce “new town”. E’ un brand. Come la gomma del ponte.  Avrei potuto scucirlo qualche centesimo. Poi ho visto addirittura Schifani, nei posti del terremoto. Il Presidente del Senato dice che &#8221; in questo momento serve l’unità di tutta la politica”. Evviva. Ma io non sto con voi, perché io non sono come voi, io lavoro, non campo di politica, alle spalle della comunità. E poi mentre voi, voi tutti, avete responsabilità su quello che è successo, perché governate con diverse forme &#8211; da generazioni &#8211; gli italiani e il suolo che calpestano, io non ho colpa di nulla. Anzi, io sono per la giustizia. Voi siete per una solidarietà che copra le amnesie di una giustizia che non c’è.  Io non lo do, l’euro. Perché mi sono ricordato che mia madre, che ha servito lo Stato 40 anni, prende di pensione in un anno quasi quanto Schifani guadagna in un mese. E allora perché io devo uscire questo euro? Per compensare cosa? A proposito. Quando ci fu il Belice i miei lo sentirono eccome quel terremoto. E diedero un po’ dei loro risparmi alle popolazioni terremotate.  Poi ci fu l’Irpinia. E anche lì i miei fecero il bravo e simbolico versamento su conto corrente postale. Per la ricostruzione. E sappiamo tutti come è andata. Dopo l’Irpinia ci fu l’Umbria, e San Giuliano, e di fronte lo strazio della scuola caduta sui bambini non puoi restare indifferente.  Ma ora basta. A che servono gli aiuti se poi si continua a fare sempre come prima? Hanno scoperto, dei bravi giornalisti (ecco come spendere bene un euro: comprando un giornale scritto da bravi giornalisti) che una delle scuole crollate a L’Aquila in realtà era un albergo, che un tratto di penna di un funzionario compiacente aveva trasformato in edificio scolastico, nonostante non ci fossero assolutamente i minimi requisiti di sicurezza per farlo.  Ecco, nella nostra città, Marsala, c’è una scuola, la più popolosa, l’Istituto Tecnico Commerciale, che da 30 anni sta in un edificio che è un albergo trasformato in scuola. Nessun criterio di sicurezza rispettato, un edificio di cartapesta, 600 alunni. La Provincia ha speso quasi 7 milioni di euro d’affitto fino ad ora, per quella scuola, dove – p! er dirne una – nella palestra lo scorso Ottobre è caduto con lo scirocco (lo scirocco!! Non il terremoto! Lo scirocco! C’è una scala Mercalli per lo scirocco? O ce la dobbiamo inventare?) il controsoffitto in amianto.  Ecco, in quei milioni di euro c’è, annegato, con gli altri, anche l’euro della mia vergogna per una classe politica che non sa decidere nulla, se non come arricchirsi senza ritegno e fare arricchire per tornaconto. Stavo per digitarlo, l’sms della coscienza a posto, poi al Tg1 hanno sottolineato gli eccezionali ascolti del giorno prima durante la diretta sul terremoto. E siccome quel servizio pubblico lo pago io, con il canone, ho capito che già era qualcosa se non chiedevo il rimborso del canone per quella bestialità che avevano detto.  Io non do una lira per i paesi terremotati. E non ne voglio se qualcosa succede a me. Voglio solo uno Stato efficiente, dove non comandino i furbi. E siccome so già che così non sarà, penso anche che il terremoto è il gratta e vinci di chi fa politica. Ora tutti hanno l’alibi per non parlare d’altro, ora nessuno potrà criticare il governo o la maggioranza (tutta, anche quella che sta all’opposizione) perché c’è il terremoto. Come l’11 Settembre, il terremoto e l’Abruzzo saranno il paravento per giustificare tutto.  Ci sono migliaia di sprechi di risorse in questo paese, ogni giorno. Se solo volesse davvero, lo Stato saprebbe come risparmiare per aiutare gli sfollati: congelando gli stipendi dei politici per un anno, o quelli dei super manager, accorpando le prossime elezioni europee al referendum. Sono le prime cose che mi vengono in mente. E ogni nuova cosa che penso mi monta sempre più rabbia.  Io non do una lira. E do il più grande aiuto possibile. La mia rabbia, il mio sdegno. Perché rivendico in questi giorni difficili il mio diritto di italiano di avere una casa sicura. E mi nasce un rabbia dentro che diventa pianto, quando sento dire “in Giappone non sarebbe successo”, come se i giapponesi hanno scoperto una cosa nuova, come se il know – how del Sol Levante fosse solo un’ esclusiva loro. Ogni studente di ingegneria fresco di laurea sa come si fanno le costruzioni. Glielo fanno dimenticare all’atto pratico.  E io piango di rabbia perché a morire sono sempre i poveracci, e nel frastuono della televisione non c’è neanche un poeta grande come Pasolini a dirci come stanno le cose, a raccogliere il dolore degli ultimi. Li hanno uccisi tutti, i poeti, in questo paese, o li hanno fatti morire di noia. Ma io, qui, oggi, mi sento italiano, povero tra i poveri, e rivendico il diritto di dire quello che penso. Come la natura quando muove la terra, d’altronde.</p>
<p>Giacomo Di Girolamo</p></blockquote>
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		<title>Festa della donna, tra storia e leggenda.</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Mar 2009 17:09:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>deepfra</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Premessa: Oggi, 8 marzo, come ogni anno, milioni di donne ricevono mimose in regalo per la giornata internazionale della donna. Perchè? Si dice che tale ricorrenza sia nata in onore delle numerose donne che persero la vita in fabbrica a causa di un incendio doloso&#8230; Navigando su internet, però, ho scoperto che i conti non [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=deepfra.wordpress.com&amp;blog=4668079&amp;post=154&amp;subd=deepfra&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><em><span style="color:#000080;">Premessa: Oggi, 8 marzo, come ogni anno, milioni di donne ricevono mimose in regalo per la giornata internazionale della donna. Perchè? Si dice che tale ricorrenza sia nata in onore delle numerose donne che persero la vita in fabbrica a causa di un incendio doloso&#8230; Navigando su internet, però, ho scoperto che i conti non tornano&#8230;</span></em></p>
<p style="text-align:justify;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-155" title="mimosa" src="http://deepfra.files.wordpress.com/2009/03/mimosa.gif?w=300&#038;h=229" alt="mimosa" width="300" height="229" /></p>
<p style="text-align:justify;">Da alcuni studi recenti si scopre che la vicenda dell’incendio è stata ormai archiviata nel gran serbatoio delle leggende popolari prive di referenza storica. Sembrerebbe infatti che quella strage non stia affatto alla base della ricorrenza dell’8 marzo per il semplice motivo che non si è mai verificata. Tuttavia la leggenda di cui parliamo trae spunto da un fatto storico avvenuto due anni dopo, ovvero nel 1911, il 25 marzo, presso la Triangle Shirtwaist Company a New York. L’incendio però non fu doloso, le vittime furono 140 e il fatto non ha alcun collegamento con la festa della donna poiché essa nacque nel 1910.  Gli storici tendono invece a collegare la festa della donna allo sciopero indetto a Pietroburgo nel 1917, appunto l’8 marzo, proprio a ridosso della rivoluzione russa.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/deepfra.wordpress.com/154/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/deepfra.wordpress.com/154/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/deepfra.wordpress.com/154/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/deepfra.wordpress.com/154/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/deepfra.wordpress.com/154/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/deepfra.wordpress.com/154/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/deepfra.wordpress.com/154/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/deepfra.wordpress.com/154/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/deepfra.wordpress.com/154/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/deepfra.wordpress.com/154/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/deepfra.wordpress.com/154/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/deepfra.wordpress.com/154/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/deepfra.wordpress.com/154/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/deepfra.wordpress.com/154/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=deepfra.wordpress.com&amp;blog=4668079&amp;post=154&amp;subd=deepfra&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Lacrime gioiello</title>
		<link>http://deepfra.wordpress.com/2009/01/21/lacrime-gioiello/</link>
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		<pubDate>Wed, 21 Jan 2009 14:17:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>deepfra</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mode, tendenze, eccentricità&#8230; un nuovo accessorio moda sta per spopolare alla grande&#8230; Eric Klarenbeeck lancia un nuovo modello di lenti a contatto, alle quali sono applicati tramite sottili ed invisibili fili di nylon, veri diamanti, che simulano lacrime dalla sorprendente luminosità. Un mix di arte e gioielleria per le donne più sofisticate e che non [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=deepfra.wordpress.com&amp;blog=4668079&amp;post=151&amp;subd=deepfra&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-152" title="lacrime_diamanti" src="http://deepfra.files.wordpress.com/2009/01/lacrime_diamanti.jpg?w=432&#038;h=301" alt="lacrime_diamanti" width="432" height="301" /></strong>Mode, tendenze, eccentricità&#8230; un nuovo accessorio moda sta per spopolare alla grande&#8230; Eric Klarenbeeck lancia un nuovo modello di lenti a contatto, alle quali sono applicati tramite sottili ed invisibili fili di nylon, veri diamanti, che simulano <span class="searchterm1">lacrime</span> dalla sorprendente luminosità. Un mix di arte e gioielleria per le donne più sofisticate e che non vogliono passare inosservate. Adesso anche l&#8217;occhio avrà il suo ornamento, &#8221; le lacrime gioiello &#8220;.<strong><br />
</strong></p>
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